nel ringraziarvi per il vostro impegno per la comunità – del quale tuttavia non mi sono ancora chiare le linee programmatiche d’azione – noto con soddisfazione, dai vostri rapporti, una visione nuova del quartiere e del territorio che lo circonda: non semplici rilievi di criticità, ma un approccio teso invece a ravvivarne la conoscenza di chi ci vive e soprattutto a risvegliarne l’interesse e la considerazione da parte delle nostre istituzioni: da sempre piuttosto pigre e propense a soddisfare esigenze minime, di scarso impegno e a basso costo.
Nessun miglioramento sostanziale, ma semplice conservazione dello status quo; nessun incremento di servizi civici, miglioramento urbanistico; nessun coinvolgimento nella vita sociale cittadina. Escluso finanche dalla programmazione urbanistica generale. Sembra, insomma, che la città finisca al quartiere Olmi. Cosicche’ il nostro Quartiere, complici miopia culturale e scelte scellerate di pianificazione urbanistica e territoriale, e’ destinato ad essere un luogo privo di identità, espulso da ogni programma di crescita e di sviluppo.
Un destino ben rappresentato dal vergognoso stato di degrado della Cascina Assiano: borgo tra i più antichi di Milano, un tempo fiorente realtà produttiva rurale e oggi ridotto a rudere spettrale e oltraggiato all’intorno da discariche e equivoche frequentazioni. Un esempio di somma incultura e insensibilità intellettuale che denota, una volta di più, il disinteresse delle Amministrazioni per il nostro territorio.
Ecco. Basterebbe far rivivere questo antico borgo, riconsegnandolo alla collettività, per ridare luce e speranza al nostro quartiere. Tutto il resto, è contorno. Che ne dite?
Un saluto grato.
Ms.s.
