Lettera alla redazione – L’Osservatorio di Muggiano
Scrivo da residente di Muggiano da oltre vent’anni e, prima di tutto, sento di dovervi ringraziare.
L’attività che state portando avanti è puntuale, concreta, riconoscibile: non ci sono proclami, non ci sono frasi ad effetto, ma cronaca, segnalazioni, fatti. Ed è già un evento raro, qui.
Perché Muggiano, piaccia o no, vive da anni in quella condizione ambigua in cui non si può dire che “non esista”, ma si capisce benissimo che non è mai davvero dentro i programmi principali. È un quartiere che compare solo quando serve una riga in più nel comunicato stampa, o quando bisogna promettere un intervento minimo, giusto per togliere pressione.
E così arrivano gli “accontentini”: qualche pulizia occasionale, un’aggiustatina, un cartello, una passata veloce.
Ma non arriva mai ciò che conta davvero: una pianificazione seria, una mappa delle criticità, una priorità chiara, un calendario pubblico, e soprattutto un monitoraggio. Perché il problema non è solo fare qualcosa, ma farlo bene, verificare se funziona, e mantenerlo nel tempo.
Altrimenti è un eterno ritorno: si interviene, si fotografa, si pubblica, e due mesi dopo tutto è come prima — spesso peggio.
Continuate così.
Perché la sensazione, finalmente, è che qui qualcuno abbia iniziato a trattare Muggiano non come una periferia marginale, ma come un luogo dove vivono persone vere.
Un residente stanco, ma ancora presente.
