Quando si parla di interventi pubblici sul territorio – soprattutto se collegati a fondi importanti come quelli del PNRR – è normale che i cittadini vogliano capire a che punto siano i lavori, quali siano i tempi previsti e come vengano impiegate le risorse.
Per questo esiste uno strumento giuridico semplice e utile: l’accesso civico generalizzato, spesso indicato come FOIA (Freedom Of Information Act).
Che cos’è il FOIA
Il FOIA è disciplinato dall’art. 5, comma 2, del D.Lgs. 33/2013 e consente a chiunque di richiedere documenti, dati e informazioni detenuti dalla Pubblica Amministrazione, anche al di fuori dei casi di “interesse diretto” previsti dall’accesso agli atti tradizionale.
In altre parole, si tratta di un istituto pensato per favorire la trasparenza amministrativa e la conoscibilità delle attività pubbliche.
Perché è utile nei progetti finanziati con fondi pubblici
Nel caso di interventi finanziati con risorse pubbliche (comunali, regionali, statali o PNRR), conoscere alcuni elementi essenziali è spesso importante per comprendere lo sviluppo del progetto e i suoi tempi di realizzazione.
Attraverso una richiesta FOIA, di regola, è possibile chiedere documentazione come:
- gli atti principali di approvazione del progetto
- il quadro economico (nei limiti della documentazione ostendibile)
- il cronoprogramma iniziale e gli eventuali aggiornamenti
- gli atti di affidamento (determina a contrarre, aggiudicazione, CIG)
- lo stato di avanzamento (SAL) e, ove presenti, atti su proroghe, varianti o sospensioni
- collaudo o certificato di regolare esecuzione, se già emesso
Naturalmente, se un documento contiene parti non ostensibili (ad esempio dati riservati), la regola generale è che l’amministrazione possa trasmetterlo con oscuramento selettivo, evitando quando possibile un diniego totale.
Come si presenta una richiesta FOIA
La richiesta può essere inviata tramite PEC (o altri canali previsti dall’ente) e non richiede particolari formalità: è sufficiente indicare con chiarezza quali documenti si chiedono e a quale intervento o procedimento ci si riferisce.
Di norma è utile includere riferimenti come CUP (Codice Unico di Progetto) o altri identificativi, così da agevolare l’ufficio nella ricerca.
Quali sono i tempi di risposta
La normativa prevede che l’Amministrazione risponda entro 30 giorni dalla richiesta.
La risposta può consistere nella trasmissione dei documenti richiesti oppure in un provvedimento motivato (ad esempio in caso di diniego totale o parziale, oppure in caso di differimento).
E se non arriva risposta?
Se non arriva alcun riscontro nei termini previsti, l’ordinamento mette comunque a disposizione alcuni strumenti successivi, tra cui la possibilità di chiedere il riesame al RPCT (Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza), figura interna all’ente che si occupa anche del corretto funzionamento delle procedure di trasparenza.
Il caso dell’intervento su via Muggiano 14
Nell’ambito della normale attività di informazione territoriale, “L’Osservatorio di Muggiano” ha presentato una richiesta FOIA relativa all’intervento:
“Riqualificazione ed efficientamento energetico dell’impianto natatorio di via Muggiano 14 (Centro Sportivo Muggiano – piscina/palestra)”
CUP J49F23001880004 (PNRR – Sport e Inclusione)
L’obiettivo è acquisire documentazione utile per ricostruire in modo chiaro e ordinato gli elementi principali del progetto (tempi, atti e stato di avanzamento), nel rispetto delle regole previste dalla normativa e delle eventuali parti non ostensibili.
Informazione e trasparenza come strumenti di chiarezza
Strumenti come il FOIA non hanno una finalità polemica: servono a rendere più comprensibili i procedimenti pubblici, soprattutto quando hanno un impatto diretto sul territorio e sui servizi utilizzati dai cittadini.
L’accesso alla documentazione consente di informare in modo corretto e basato su atti ufficiali, evitando interpretazioni approssimative o notizie incomplete.
Domande frequenti sul FOIA e sull’accesso civico generalizzato
Cos’è il FOIA e cosa significa accesso civico generalizzato?
Il FOIA (Freedom Of Information Act) è lo strumento previsto dall’art. 5, comma 2, del D.Lgs. 33/2013 che consente a chiunque di richiedere documenti, dati e informazioni detenuti dalla Pubblica Amministrazione. È chiamato “accesso civico generalizzato” perché non richiede di dimostrare un interesse personale specifico: serve a garantire trasparenza sulle attività pubbliche.
Chi può presentare una richiesta FOIA al Comune di Milano?
Può presentare una richiesta FOIA chiunque: cittadini, comitati, associazioni, professionisti o semplici residenti, senza necessità di motivare la richiesta. È sufficiente indicare con chiarezza quali documenti si chiedono e a quale progetto o procedimento ci si riferisce.
Quali documenti si possono chiedere con il FOIA per un’opera pubblica o un progetto PNRR?
Con il FOIA è possibile chiedere, ad esempio, gli atti di approvazione del progetto, il quadro economico, il cronoprogramma (iniziale e aggiornato), gli atti di affidamento (determina a contrarre, aggiudicazione, CIG), lo stato di avanzamento lavori (SAL) ed eventuali varianti, proroghe o sospensioni. Se alcuni documenti contengono dati non accessibili, l’amministrazione può rilasciarli con oscuramento delle sole parti riservate.
Entro quanto tempo la Pubblica Amministrazione deve rispondere a una richiesta FOIA?
La Pubblica Amministrazione deve rispondere entro 30 giorni dalla presentazione della richiesta FOIA. La risposta può consistere nella trasmissione dei documenti richiesti oppure in un provvedimento motivato di diniego totale o parziale, o in un differimento se previsto dalla normativa.
Cosa fare se il Comune non risponde alla richiesta FOIA entro i termini?
Se non arriva risposta entro 30 giorni, è possibile attivare strumenti successivi come la richiesta di riesame al RPCT (Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza) dell’ente. È un passaggio previsto dalla normativa per tutelare il diritto di accesso e favorire una corretta gestione delle richieste di trasparenza.





