Muggiano invisibile: nel Municipio 7 non compare mai una pianificazione dei presìdi

Muggiano invisibile: nel Municipio 7 non compare mai una pianificazione dei presìdi

Muggiano è un quartiere che, quando lo si vive, esiste eccome. Esiste nei problemi quotidiani, nelle richieste, nelle segnalazioni, nei piccoli attriti che col tempo diventano fratture: decoro, manutenzioni, sicurezza percepita, qualità dello spazio pubblico, sensazione di essere lontani. Lontani non solo dal centro della città, ma anche dal centro delle decisioni. Il punto, però, non è trasformare tutto questo in un lamento. Sarebbe troppo facile e soprattutto inefficace. Il punto è provare a capire se quell’impressione diffusa – l’idea di non essere dentro una programmazione vera – abbia un riscontro verificabile.

Un modo semplice per farlo è guardare cosa rimane scritto. Non ciò che si dice nelle conversazioni o nei passaggi informali, non le rassicurazioni del momento, non i “ci stiamo lavorando” che vanno bene per tamponare ma non per costruire. La vita amministrativa di un Municipio lascia sempre delle tracce: attività svolte, audizioni, comunicazioni, iniziative, notizie. Se un quartiere è dentro un percorso, anche minimo, prima o poi compare. Anche solo come tappa, come tema, come nome. E invece Muggiano, leggendo ciò che il Municipio 7 pubblica, non compare mai. Non è una sfumatura. È un dato. Non “poco”, non “raramente”: proprio mai.

Questo non significa che non venga fatto nulla. Sarebbe una conclusione affrettata e anche poco seria. Significa un’altra cosa, più istituzionale e più difficile da liquidare: se un quartiere non appare in alcun modo dentro la programmazione visibile, allora non esiste una pianificazione riconoscibile. E se non esiste una pianificazione riconoscibile, diventa impossibile capire se la copertura dei presìdi sul territorio sia omogenea, equilibrata, governata da un criterio. Perché l’omogeneità non è uno slogan. È una struttura. Si vede nel tempo. E soprattutto si dimostra.

Qui sta la differenza tra “presenza” e “presidio”. La presenza è episodica, spesso legata all’urgenza o alla pressione del momento. Il presidio è un’abitudine amministrativa: torna, si ripete, si stabilizza. Un presidio non coincide con la visita straordinaria, con l’intervento una tantum, con il sopralluogo che arriva dopo settimane di segnalazioni. Il presidio è ciò che succede prima. È ciò che rende un quartiere prevedibile e quindi governabile. Non per controllarlo, ma per amministrarlo.

La comunicazione istituzionale ha un ruolo in tutto questo, ma non come semplice “vetrina”. Non è questione di fare più post o di riempire una pagina. La trasparenza vera è la leggibilità delle scelte: un cittadino deve poter ricostruire dove si sta investendo attenzione, quali territori entrano in una traiettoria, quali temi vengono seguiti con continuità. Quando un quartiere non compare mai, quella leggibilità si rompe. E quando si rompe, la conseguenza è immediata: al posto della fiducia subentra l’intuito, la percezione, il sospetto che si venga considerati solo quando qualcosa diventa problema.

Il paradosso è che così si indebolisce anche l’efficacia di ciò che eventualmente viene fatto. Perché se un’azione non rientra in un disegno riconoscibile, non costruisce memoria. E senza memoria non c’è continuità. Si ricomincia sempre da capo, ogni volta. Ogni intervento sembra isolato, ogni richiesta sembra nuova, ogni criticità sembra improvvisa. Un quartiere, invece, ha bisogno esattamente del contrario: continuità, ritmo, presenza regolare. Non per essere “privilegiato”. Per essere trattato come gli altri.

La questione dei presìdi, poi, non riguarda solo la sicurezza. Sarebbe riduttivo e persino comodo ridurla a quel capitolo. I presìdi sono anche manutenzione, decoro, attenzione alla qualità della vita, ascolto dei residenti, raccordo tra servizi e territorio. È la prossimità, in senso pieno. E la prossimità, quando esiste, la si vede: non nel clamore, ma nella costanza. Nel fatto che un quartiere entra nei calendari, nelle attività, nelle tracce pubbliche. Entra, insomma, nella mappa amministrativa.

Ecco perché la richiesta, oggi, dovrebbe essere una sola, semplice e misurabile: qual è il programma per Muggiano? Non un proclama, non un titolo suggestivo, ma una pianificazione leggibile. Dove è scritto, con quale periodicità, con quali strumenti, con quali obiettivi. È una domanda legittima, istituzionale, perfino elementare. Ed è proprio la sua semplicità a renderla difficile da aggirare.

Muggiano non chiede di essere celebrato. Chiede di comparire. Chiede di essere considerato dentro una logica di copertura omogenea dei presìdi nel Municipio 7. Perché un quartiere che non compare mai non è solo un quartiere dimenticato: è un quartiere che, amministrativamente, rischia di diventare invisibile. E l’invisibilità, quando dura abbastanza, diventa la forma più subdola di abbandono. Non fa rumore. Ma lascia il segno.

Domande frequenti su Muggiano e la pianificazione dei presìdi nel Municipio 7

Perché si parla di “presìdi” a Muggiano?

I presìdi sono intesi come presenza continuativa e programmata sul territorio, non come interventi occasionali. Parlare di presìdi a Muggiano significa chiedere una copertura stabile e verificabile, capace di garantire attenzione costante al quartiere e non solo risposte in caso di emergenza o criticità improvvise.

Cosa significa “mancanza di pianificazione dei presìdi” nel Municipio 7?

Significa che non risulta una programmazione pubblica chiara e ricostruibile che includa Muggiano in modo riconoscibile. In assenza di un piano leggibile (calendari, attività periodiche, percorsi territoriali), diventa difficile capire con quali criteri venga garantita un’attenzione omogenea alle diverse aree del Municipio 7.

In che modo si può verificare se un quartiere è incluso nella programmazione municipale?

Un modo concreto è consultare i canali istituzionali pubblici: pagine di attività, notizie, audizioni, incontri e iniziative rendicontate. Se un quartiere è parte di una linea programmatica, tende a comparire con continuità nel tempo. Se non compare mai, emerge un problema di tracciabilità e di trasparenza sulla copertura territoriale.

La mancanza di riferimenti a Muggiano significa che il Municipio 7 non interviene nel quartiere?

Non necessariamente. L’assenza di riferimenti non prova, da sola, che non venga fatto nulla. Tuttavia è un indicatore rilevante: se non esiste una traccia pubblica e continuativa, non è possibile valutare se gli interventi siano sistematici, omogenei e inseriti in un disegno di medio-lungo periodo. Il tema quindi è la pianificazione verificabile, non la polemica.

Quali azioni concrete possono migliorare la copertura dei presìdi a Muggiano?

Le azioni più efficaci sono quelle semplici e misurabili: programmare momenti periodici di presidio e ascolto nel quartiere, comunicare con chiarezza date e obiettivi, rendicontare con regolarità le attività svolte e inserire Muggiano in una pianificazione territoriale visibile. Questo rende la presenza istituzionale continua, riconoscibile e verificabile dai cittadini.

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