Muggiano non è semplicemente un quartiere ai margini della città. È uno dei pochi luoghi di Milano in cui il rapporto tra città, campagna e paesaggio è ancora leggibile. Proprio per questo, le regole urbanistiche che lo riguardano sono diverse – e più severe – rispetto a quelle che valgono altrove.
Chi si chiede cosa sia possibile costruire o trasformare a Muggiano deve partire da un punto fermo: qui non valgono scorciatoie interpretative, né precedenti informali. Le risposte stanno nel Piano di Governo del Territorio (PGT) del Comune di Milano, approvato nel 2019 ed entrato in vigore nel 2020, e nelle norme che tutelano il Parco Agricolo Sud Milano.



Il pgt vigente: perché conta ancora quello del 2019
Negli ultimi anni si è parlato molto di un “nuovo PGT”. In realtà, a oggi, l’unico piano pienamente vigente resta quello approvato nel 2019. Il tentativo di avviarne una revisione complessiva, iniziato nel 2023, è stato successivamente accantonato in favore di interventi mirati su singole regole. Questo significa che le norme che incidono su Muggiano sono ancora quelle del PGT 2019–2020, con alcune precisazioni recenti che vanno tutte nella direzione di una maggiore cautela.
Perché muggiano è diverso dal resto della città
Nel PGT, Muggiano è classificato come area agricola e di tutela ambientale. Non si tratta di una definizione simbolica: è una scelta urbanistica precisa, che stabilisce quale debba essere il destino di questo territorio. Qui la funzione prevalente non è l’espansione edilizia, ma la conservazione del paesaggio e dell’equilibrio ambientale.
In termini concreti, questo significa che la nuova edificazione residenziale è, di regola, esclusa, e che ogni intervento ammesso deve dimostrare di non snaturare il contesto.
Il piano delle regole: il confine tra ciò che è possibile e ciò che non lo è
Il cuore della disciplina urbanistica di Muggiano è il Piano delle Regole. È qui che vengono fissati gli indici edificatori, spesso prossimi allo zero, e i limiti stringenti su ampliamenti, sopraelevazioni e cambi di destinazione d’uso. Le cosiddette regole morfologiche – altezze, volumi, sagome – non sono dettagli tecnici, ma strumenti pensati per impedire che interventi isolati alterino l’equilibrio complessivo del territorio.
A Muggiano, il Piano delle Regole non accompagna lo sviluppo: lo frena consapevolmente.
Le norme di attuazione: dove finiscono le interpretazioni “creative”
Accanto alle mappe, esistono le Norme di Attuazione, spesso ignorate ma decisive. È qui che viene chiarito, ad esempio, che recuperare un edificio non equivale a costruirne uno nuovo, e che un manufatto agricolo non può essere trasformato liberamente in abitazione. Mansarde, sopralzi e aggiunte volumetriche non sono interventi neutri: incidono sull’aspetto del luogo e, proprio per questo, sono trattati con estrema prudenza.
Molte aspettative vengono ridimensionate proprio leggendo queste norme, che pongono limiti chiari e difficilmente aggirabili.
Il piano dei servizi: quando l’edificabilità si azzera
Un ulteriore livello di tutela è rappresentato dal Piano dei Servizi. Se un’area è destinata a verde pubblico o a servizio di interesse generale, non può essere edificata su iniziativa privata, indipendentemente da altre valutazioni. A Muggiano, questo piano rafforza ulteriormente il carattere non edificatorio di vaste porzioni del territorio.
Il parco agricolo sud milano: il vincolo che prevale su tutto
Sopra ogni altra disciplina si collocano le norme del Parco Agricolo Sud Milano. Non si tratta di indicazioni di principio, ma di vincoli sovraordinati, che prevalgono su quelli comunali. Anche laddove il PGT lasciasse qualche margine, il Parco può – e spesso deve – chiuderlo.
In questo quadro, la nuova residenza privata è sostanzialmente esclusa. Sono ammessi solo interventi strettamente funzionali all’attività agricola o al recupero conservativo del patrimonio esistente, senza aumenti di volume e senza trasformazioni speculative.
Perché oggi le deroghe sono ancora più rare
Negli ultimi anni il Comune ha preso atto che l’uso disinvolto delle deroghe ha prodotto, in altre zone della città, risultati discutibili. Per questo motivo, le più recenti scelte amministrative hanno ristretto ulteriormente gli spazi di eccezione. Le deroghe alle regole morfologiche devono essere rare, motivate e coerenti con il contesto. In un’area come Muggiano, questo orientamento rende ancora più improbabile qualsiasi intervento che alteri in modo significativo altezze, volumi o sagome.
L’unica risposta definitiva è scritta nel cdu
Chi cerca certezze non può fermarsi a interpretazioni generali. L’unico documento che chiarisce in modo definitivo cosa è consentito su un singolo terreno o edificio è il Certificato di Destinazione Urbanistica (CDU). È lì che confluiscono il PGT, i vincoli del Parco e le altre tutele ambientali e paesaggistiche.
Una scelta di tutela, non un freno allo sviluppo
Le regole che governano Muggiano non sono un accidente burocratico, né un freno irrazionale allo sviluppo. Sono l’espressione di una scelta precisa: preservare uno degli ultimi ambiti agricoli storici di Milano. Capirle significa riconoscere che non ogni territorio è destinato a crescere in altezza o densità, e che in alcuni luoghi il valore sta proprio nel limite.
💡 Domande Frequenti (FAQ)
Perché Muggiano non può essere considerata una “periferia qualunque”?
Muggiano non è un semplice agglomerato moderno di palazzi, ma un Nucleo di Antica Formazione (NAF). Questo significa che, secondo le regole urbanistiche del Comune di Milano (PGT), il quartiere possiede un’identità storica e morfologica specifica che meriterebbe tutele e una programmazione dedicata, diverse dalle aree di recente espansione.
Cosa dicono le regole urbanistiche di Milano su Muggiano?
Le attuali norme riconoscono il valore storico del quartiere, ma questo riconoscimento resta spesso sulla carta. Nonostante sia un “ambito di rigenerazione potenziale”, Muggiano soffre di un vuoto programmatorio: le regole tecniche non si traducono in investimenti concreti per servizi di prossimità o interventi strutturali nel Documento Unico di Programmazione (DUP).
Quali sono le principali carenze di servizi nel quartiere Muggiano?
Nonostante la stabilità demografica, il quartiere presenta una fragilità strutturale nei servizi: mancano una farmacia, presidi sanitari territoriali, sportelli comunali e una rete scolastica completa. Questo costringe i residenti a spostarsi costantemente verso altri quartieri, rendendo la “città dei 15 minuti” un concetto ancora teorico.
In che modo l’urbanistica influenza la sicurezza a Muggiano?
La sicurezza a Muggiano è strettamente legata al suo isolamento fisico. Essendo un quartiere “chiuso” (un budello urbano), la mancanza di illuminazione adeguata nel sottopasso della tangenziale e la discontinuità dei percorsi ciclo-pedonali creano una percezione di vulnerabilità, indipendentemente dai dati sulla criminalità.
Qual è l’obiettivo dell’Osservatorio riguardo alla programmazione urbana?
L’Osservatorio di Muggiano lavora per rendere “visibile” il quartiere nelle sedi istituzionali. L’obiettivo è trasformare i dati demografici e le criticità urbanistiche in scelte politiche esplicite, chiedendo che la programmazione comunale 2026-2028 includa interventi specifici per la qualità della vita e i servizi locali.





