Quando il non-fare produce degrado: il caso della cascina di Assiano (Muggiano)

Cascina Assiano (Muggiano)

Nel dibattito sul futuro di Muggiano si parla spesso di vincoli, di tutela del territorio agricolo, di limiti alla trasformazione urbanistica. Molto meno si parla, invece, di ciò che accade quando un luogo resta senza progetto e senza presidio. La cascina di Assiano rappresenta, oggi, un esempio emblematico di questo vuoto.

La situazione attuale è sotto gli occhi di tutti: abbandono prolungato, degrado avanzato, crolli strutturali, utilizzi impropri e fenomeni di prostituzione. Un contesto che genera insicurezza, svalutazione urbana e perdita di patrimonio storico, oltre a produrre un impatto negativo sulla qualità della vita dei residenti. È difficile sostenere che tutto questo sia coerente con le finalità di tutela del territorio e del paesaggio.

Il punto centrale è che il degrado non nasce da un eccesso di progetto, ma dalla sua assenza.
Per anni la cascina è rimasta sospesa, senza una funzione chiara e senza una presenza stabile, trasformandosi progressivamente in un luogo sottratto a ogni forma di governo effettivo.

In questo quadro è importante ricordare che un’ipotesi di recupero esisteva. Il progetto promosso dal Consorzio agricoltori DAM mirava alla bonifica e al recupero dell’area, con l’obiettivo di restituirle una funzione agricola attiva: filiera corta, laboratori di trasformazione, caseificio, valorizzazione produttiva della cascina. Un’impostazione seria, coerente con la vocazione agricola del territorio e con le finalità del Parco Agricolo Sud Milano.

Quel progetto, tuttavia, non ha avuto seguito. Non per mancanza di coerenza agricola, ma perché isolato da un contesto urbano fragile e privo di servizi, incapace di garantire un presidio quotidiano e una sostenibilità sociale nel tempo. È una lezione che non va rimossa, ma compresa.

Un presidio agricolo, soprattutto in un’area periurbana come Muggiano, non può reggere se resta chiuso in se stesso. Senza una relazione diretta con il quartiere, senza funzioni che rendano il luogo vissuto ogni giorno, il rischio è che anche il progetto più virtuoso finisca per indebolirsi e lasciare spazio al degrado.

È per questo che l’Osservatorio non intende ostacolare né sconfessare il progetto originario di DAM. Al contrario, riteniamo che esso possa essere rilanciato e rafforzato attraverso un’integrazione necessaria: affiancare alla funzione agricola utilità civiche e sociali di prossimità, capaci di garantire presenza, sicurezza e continuità d’uso.

Inserire nella cascina recuperata funzioni leggere come presìdi sanitari territoriali, spazi civici decentrati, una biblioteca di comunità, servizi per anziani e fragilità, esclusivamente all’interno del costruito esistente, non significa snaturare l’agricoltura. Significa, al contrario, creare le condizioni perché l’agricoltura possa durare nel tempo, diventando parte integrante della vita del quartiere.

Un luogo vissuto è un luogo curato. Un luogo presidiato è un luogo sicuro.
E un territorio agricolo che dialoga con la comunità che lo circonda è molto più tutelato di uno lasciato vuoto e invisibile.

Il vero paradosso, oggi, è che, mentre si invocano vincoli rigorosi per impedire qualsiasi trasformazione, il non-fare ha già prodotto una trasformazione negativa: degrado, insicurezza, perdita di valore pubblico. Continuare a non intervenire non equivale a tutelare, ma a rinunciare.

Il caso della cascina di Assiano pone quindi una domanda che riguarda le istituzioni e la città tutta:
è più coerente con la tutela del territorio lasciare un bene storico al degrado, o governarne il recupero integrando agricoltura e servizi di prossimità?

Come Osservatorio, riteniamo che la risposta non possa essere rimandata. Integrare il progetto agricolo con presìdi civici non è una concessione all’urbanizzazione, ma una scelta di responsabilità. Perché, a Muggiano, il vero rischio oggi non è fare troppo, ma continuare a non fare nulla.

FAQ: Il degrado di Cascina Assiano a Muggiano

Qual è lo stato attuale di Cascina Assiano a Muggiano?

Cascina Assiano versa oggi in uno stato di grave abbandono e degrado strutturale. Nonostante il suo valore storico e architettonico per il territorio di Muggiano e per la cintura agricola di Milano, l’assenza di interventi di manutenzione e di un piano di riutilizzo sta portando al crollo progressivo di tetti e solai, rendendo l’area insicura.

Perché si parla di “degrado da inazione” per la Cascina?

Si parla di “degrado da inazione” perché il deterioramento del complesso non è dovuto a cause naturali inevitabili, ma alla mancanza di decisioni politiche e gestionali. Quando un bene pubblico o storico non viene manutenuto o assegnato a nuove funzioni, il tempo diventa il principale fattore di distruzione, trasformando un potenziale servizio per il quartiere in un problema di ordine pubblico.

Quali sono i rischi legati all’abbandono di Cascina Assiano?

I rischi principali sono tre: la perdita definitiva di un patrimonio storico identitario, l’insorgere di problemi di sicurezza e microcriminalità legati all’occupazione abusiva o ai vandalismi, e l’impatto negativo sulla percezione del quartiere Muggiano, che vede uno dei suoi ingressi principali segnato dall’incuria.

Cosa chiede l’Osservatorio per il futuro di Cascina Assiano?

L’Osservatorio sollecita le istituzioni e la proprietà a interrompere il ciclo dell’incuria. Si chiede un intervento urgente di messa in sicurezza per fermare i crolli e l’avvio di un percorso partecipato che individui funzioni concrete (sociali, agricole o culturali) capaci di ridare vita alla cascina, inserendola stabilmente nella programmazione urbana di Milano.

Come influisce il recupero della Cascina sulla qualità della vita a Muggiano?

Il recupero di Cascina Assiano trasformerebbe un “vuoto urbano” in un centro di servizi e aggregazione. Inserire nuove funzioni in questo spazio significherebbe accorciare le distanze, migliorare l’illuminazione e il presidio dell’area, e restituire ai residenti di Muggiano un pezzo fondamentale del proprio territorio, coerentemente con l’idea di una città dei servizi e della prossimità.

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