Esiste un ulteriore elemento che rende la situazione di Muggiano particolarmente contraddittoria e che merita di essere affrontato con chiarezza e responsabilità.
Un elemento che non riguarda la teoria della pianificazione, ma la sua applicazione concreta sul territorio.
Nel corso degli anni, parti significative dell’area sono state interessate da insediamenti informali e abusivi, tollerati o gestiti in modo emergenziale, che hanno prodotto trasformazioni fisiche rilevanti del suolo. In alcuni casi, tali interventi hanno comportato la realizzazione di manufatti non autorizzati, la modifica della rete idrica minore e perfino la tombinatura dei fontanili, con conseguenze gravi sul deflusso delle acque e sull’equilibrio idrogeologico dell’area.
Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti: allagamenti ricorrenti, difficoltà di smaltimento delle acque, degrado ambientale. Danni che colpiscono l’intero quartiere e che sono in evidente contrasto con le finalità di tutela ambientale che i vincoli del Parco Agricolo Sud Milano dichiarano di perseguire.
È qui che emerge un cortocircuito istituzionale difficile da ignorare.
Da un lato, un sistema di vincoli rigidissimo che blocca qualsiasi intervento di rigenerazione urbana, infrastrutturale o di servizio per un quartiere abitato. Dall’altro, una applicazione discontinua e selettiva delle regole, che ha consentito nel tempo alterazioni profonde del territorio senza un’effettiva azione di ripristino ambientale.
Il problema, dunque, non è la presenza di situazioni socialmente complesse, che richiedono risposte articolate e inclusive. Il problema è che l’assenza di governo del territorio ha finito per produrre l’effetto opposto a quello dichiarato: non tutela del paesaggio, ma consumo e compromissione del suolo, non controllo, ma degrado.
Questo doppio standard mina alla base la credibilità della pianificazione.
Perché se i vincoli vengono applicati in modo inflessibile quando si tratta di impedire servizi, scuole, presìdi sanitari o riqualificazioni per i residenti, ma risultano inefficaci nel prevenire abusi e danni ambientali, allora il problema non è la tutela in sé, ma la sua gestione.
Per un quartiere come Muggiano, questo si traduce in una doppia penalizzazione:
da un lato l’impossibilità di evolvere, dall’altro la convivenza forzata con gli effetti di un degrado che nessuna istituzione sembra riuscire – o voler – affrontare in modo strutturale.
Anche questo aspetto interroga le politiche pubbliche. Perché una tutela credibile non può essere selettiva. Deve valere per tutti, essere applicata con coerenza e accompagnarsi a interventi di ripristino ambientale, presidio del territorio e governo attivo delle trasformazioni. In caso contrario, il vincolo smette di essere uno strumento di protezione e diventa un fattore di ulteriore svalutazione urbana.
FAQ: Vincoli Urbanistici e Sviluppo a Muggiano
Queste domande rispondono ai dubbi più frequenti riguardanti il rapporto tra tutela paesaggistica e necessità di servizi nel quartiere.
Cosa si intende per “cortocircuito istituzionale” a Muggiano?
Il termine descrive la contraddizione tra l’applicazione di rigidi vincoli paesaggistici, che limitano gli interventi dei privati, e una pianificazione pubblica che sembra ignorare tali tutele quando si tratta di grandi trasformazioni o, paradossalmente, di negare servizi essenziali al quartiere.
Quali sono i vincoli che gravano sul quartiere Muggiano?
Muggiano è soggetto a vincoli di natura paesaggistica e urbanistica (legati alla sua identità rurale e al contesto del Parco Agricolo Sud) che hanno lo scopo di preservare l’equilibrio del territorio, ma che spesso diventano un ostacolo alla modernizzazione dei servizi.
Perché i residenti percepiscono una disparità nell’applicazione dei vincoli?
La percezione nasce dal fatto che, mentre ai piccoli proprietari vengono richieste procedure complesse anche per interventi minimi, i grandi piani di sviluppo urbano o le decisioni dell’Amministrazione sembrano seguire logiche diverse, creando zone d’ombra nella gestione del territorio.
In che modo i vincoli influenzano i servizi di prossimità a Muggiano?
Spesso la presenza di tutele ambientali viene utilizzata come giustificazione tecnica per la mancata realizzazione di infrastrutture (scuole, centri civici o presidi sanitari), limitando di fatto lo sviluppo della “città dei 15 minuti” in periferia.
Cosa chiede l’Osservatorio per risolvere questa situazione?
L’Osservatorio richiede una coerenza normativa: i vincoli non devono essere solo un limite punitivo per chi vive il quartiere, ma devono diventare una guida per investimenti pubblici che valorizzino Muggiano senza bloccarne la qualità della vita quotidiana.





