Scuola di Muggiano: il diritto a una riqualificazione programmata, non a interventi episodici

Scuola di Muggiano: il diritto a una riqualificazione programmata, non a interventi episodici

Quando si parla di edilizia scolastica, il dibattito pubblico tende spesso a ridursi a una dicotomia impropria: sicurezza sì o sicurezza no. In realtà, la normativa vigente e le politiche pubbliche più recenti indicano una prospettiva diversa e più ampia, fondata sulla programmazione degli interventi, sulla manutenzione strutturata e sull’ammodernamento progressivo degli edifici scolastici.

È in questa cornice che va letta la situazione della scuola materna e primaria di Muggiano, dove da anni gli interventi si susseguono in modo frammentario, senza che emerga una visione organica di riqualificazione del plesso.

Il quadro normativo: sicurezza e qualità come processo, non come emergenza

La Legge 11 gennaio 1996, n. 23, che costituisce tuttora la legge quadro sull’edilizia scolastica, attribuisce agli enti locali proprietari degli edifici l’obbligo di garantire nel tempo sicurezza, funzionalità, accessibilità e adeguatezza degli spazi scolastici, attraverso una gestione programmata del patrimonio edilizio.
La legge non concepisce la scuola come un bene da “riparare quando serve”, ma come un’infrastruttura pubblica che richiede pianificazione, investimenti e aggiornamento continuo.

A questa impostazione si affiancano le Norme tecniche per le costruzioni (D.M. 17 gennaio 2018), che disciplinano i criteri di verifica e di intervento sugli edifici esistenti, inclusi quelli scolastici. Le NTC non introducono automatismi né sanzioni espulsive, ma forniscono strumenti per orientare le scelte progettuali e programmare interventi di miglioramento o adeguamento, in funzione delle caratteristiche dell’edificio e delle risorse disponibili.

In altre parole, la normativa vigente costruisce un sistema che privilegia la conoscenza dello stato degli edifici e la pianificazione degli interventi, non l’improvvisazione né la gestione emergenziale.

Manutenzione a singhiozzo e assenza di una visione strutturale

Nel caso della scuola di Muggiano, ciò che emerge con maggiore evidenza non è una criticità puntuale, bensì una modalità di gestione fondata su interventi estemporanei, spesso legati a singole esigenze contingenti. Questa logica consente la prosecuzione dell’attività didattica, ma non affronta il tema centrale: l’edificio nel suo complesso non è mai stato inserito in un progetto di ammodernamento organico.

La manutenzione, quando non è inserita in una programmazione pluriennale, perde la sua funzione preventiva e diventa un insieme di soluzioni tampone. È esattamente ciò che la normativa sull’edilizia scolastica intende evitare.

Un plesso che richiede un ammodernamento conservativo radicale

La scuola di Muggiano non necessita di interventi episodici, ma di un ammodernamento conservativo radicale, capace di ripensare in modo unitario:

  • gli spazi didattici;
  • gli impianti;
  • l’organizzazione funzionale del plesso;
  • il rapporto tra scuola e quartiere.

Un intervento di questo tipo non significa demolire o sostituire, ma investire in una trasformazione strutturata, coerente con l’evoluzione delle esigenze educative e con la funzione sociale della scuola.

La scuola materna nel “provvisorio” che diventa permanente

Un elemento emblematico della situazione di Muggiano è rappresentato dalla collocazione della scuola materna all’interno della scuola primaria, in una condizione nata come temporanea e divenuta di fatto stabile. Il “provvisorio sine die” è uno degli effetti più evidenti dell’assenza di programmazione: soluzioni emergenziali che si consolidano per mancanza di alternative progettate.

Questa configurazione non è il risultato di una scelta educativa, ma di una rinuncia alla pianificazione, che finisce per penalizzare sia i bambini sia il quartiere.

Programmazione nazionale e opportunità mancate

Negli ultimi anni, il quadro delle politiche pubbliche ha offerto strumenti importanti per affrontare in modo strutturale il tema dell’edilizia scolastica. Il Piano triennale nazionale di edilizia scolastica e, soprattutto, le risorse dedicate dal PNRR alla messa in sicurezza e alla riqualificazione degli edifici scolastici, rappresentano occasioni concrete per superare la logica degli interventi spot.

In questo contesto, il fatto che il plesso di Muggiano non risulti destinatario di interventi strutturali significativi pone una questione che è prima di tutto amministrativa e programmatoria: quale percorso è previsto per questa scuola? In quale orizzonte temporale? Con quali risorse?

Una richiesta di progetto, non di emergenza

Il quartiere di Muggiano non chiede risposte allarmistiche né provvedimenti drastici. Chiede che la propria scuola venga inserita in una visione di medio-lungo periodo, fondata sulla normativa vigente e sugli strumenti di programmazione disponibili.

La vera questione, oggi, non è stabilire se la scuola sia “a norma”, ma se sia parte di un progetto.
Perché una scuola mantenuta a colpi di interventi episodici è una scuola lasciata indietro.
Una scuola programmata, invece, è una scuola difesa e rafforzata.

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