vi scrivo da residente perché ho letto con attenzione il post pubblicato dal Comitato Il Borgo di Muggiano in risposta all’intervento in aula della consigliera comunale di cui non ricordo ora il nome.
Devo dire che quel post mi ha lasciato molto perplesso. Essendo interessato a tutte le realtà civiche che si spendono a favore del territorio e dei cittadini, non ho potuto fare a meno di cogliere una nota critica.
Non contesto il diritto di ciascuno di precisare, correggere o integrare informazioni sul quartiere. Anzi, il confronto è sempre utile quando serve a migliorare le cose. Quello che però mi ha colpito è il senso complessivo di quell’intervento: sembra quasi che chi porta all’attenzione pubblica i problemi di Muggiano stia facendo un torto al quartiere.
Da residente, non mi riconosco in questa impostazione.
Muggiano è certamente un luogo particolare, più tranquillo, più verde, con una dimensione ancora umana rispetto ad altre zone di Milano. Ma proprio perché ci viviamo e ci teniamo, non possiamo accettare che le criticità vengano ridimensionate o raccontate come semplici fraintendimenti.
Dire che Muggiano ha bisogno di più servizi, più collegamenti, più attenzione e più presenza istituzionale non significa parlarne male. Significa, al contrario, volerle bene.
Per questo ho apprezzato l’intervento della consigliera Padalino. Finalmente qualcuno ha portato in Consiglio comunale questioni che molti residenti vivono ogni giorno: la sensazione di isolamento, la carenza di servizi, la necessità di interventi concreti, il bisogno di considerare Muggiano non come un’appendice dimenticata, ma come parte vera della città.
Mi ha colpito, invece, che il Comitato Il Borgo di Muggiano abbia scelto di reagire quasi mettendo in discussione l’impianto stesso di quella denuncia, anziché coglierla come un’occasione per rafforzare le richieste del quartiere.
Sulla farmacia, per esempio, dire che esistono farmacie agli Olmi non cambia il fatto che a Muggiano una farmacia non ci sia.
Sui medici di base, dire che il problema è cittadino o regionale non elimina il disagio concreto dei residenti.
Sul centro sportivo, precisare che alcune strutture sono operative non cancella il problema dei servizi mancanti o interrotti.
Sulla scuola, valorizzare ciò che funziona è giusto, ma non deve impedire di chiedere più attenzione per il quartiere nel suo insieme.
Sulle barriere acustiche, se davvero sono state richieste anni fa senza risposta, allora il punto dovrebbe essere uno solo: unirsi per pretendere finalmente una soluzione.
Il tema, a mio avviso, è semplice: non si difende Muggiano negandone i problemi. La si difende chiedendo che vengano affrontati.
Un comitato dovrebbe rappresentare le esigenze dei residenti, non dare l’impressione di voler correggere chi finalmente riesce a portare quelle esigenze dentro le istituzioni. Perché se ogni volta che qualcuno parla delle criticità del quartiere la risposta è: “non è proprio così”, il rischio è che alla fine i problemi restino sempre lì, ma con meno forza per denunciarli.
Ringrazio quindi L’Osservatorio di Muggiano per lo spazio che vorrà dedicare a queste riflessioni. Credo che oggi serva una voce libera, capace di raccontare Muggiano senza edulcorarla, senza rassegnazione e senza paura di chiedere di più.
Muggiano è bella, certo. Ma proprio per questo merita molto più di una difesa d’ufficio.
Una nuova residente di Muggiano
