Il Comune ha programmato il rinnovo di giochi e arredi entro la fine del mese. L’Osservatorio chiede che il recupero diventi l’occasione per restituire al parco anche identità, accessibilità e il rapporto con il suo lago.
A giugno avevamo raccontato delle condizioni del Parco della Cava di Muggiano e della richiesta avanzata dall’Osservatorio affinché uno dei principali spazi verdi del quartiere tornasse finalmente ad essere pienamente fruibile. Alla nostra segnalazione era seguito un riscontro dell’Assessorato all’Ambiente e Verde del Comune di Milano: dopo il coinvolgimento dei tecnici del Municipio e dei responsabili del verde, era stata annunciata la sostituzione di un’altalena, l’installazione di una nuova altalena al posto del bilico mancante, la sostituzione di un gioco a molla, il rinnovo di tutti i tavoli da picnic e delle panchine, la rimozione del gazebo ormai vetusto e la revisione del castello in legno. La conclusione degli interventi era stata indicata entro la fine di settembre.
Un impegno che avevamo accolto positivamente, ma sul quale abbiamo ritenuto necessario continuare a richiamare l’attenzione dell’Amministrazione. Per questo l’Osservatorio ha successivamente chiesto all’Assessora Elena Grandi di valutare, ove possibile, un’anticipazione almeno delle opere più urgenti. Attendere la fine di settembre ha infatti significato attraversare praticamente tutta la stagione estiva senza poter disporre pienamente di uno spazio che, soprattutto nei mesi più caldi, dovrebbe rappresentare un punto di riferimento per bambini, famiglie, anziani e persone fragili.
La questione, però, non riguarda soltanto panchine e giochi. Nelle interlocuzioni avviate con ATS di via Masaniello si sta ragionando anche sulla possibilità di favorire attività sociali, aggregative e di prossimità per il quartiere. In questa prospettiva il Parco della Cava potrebbe assumere un ruolo molto più importante: non soltanto area verde, ma luogo di incontro, benessere e socialità. Perché ciò accada occorre però che il parco sia riconoscibile, accessibile e curato nella sua interezza.
Abbiamo quindi segnalato anche la necessità di rendere più chiari gli accessi, ripristinare la segnaletica e sostituire i pannelli informativi, oggi in larga parte scoloriti e difficilmente leggibili. Piccoli elementi solo in apparenza: un parco privo di indicazioni, informazioni e riferimenti perde progressivamente la propria capacità di essere percepito come uno spazio pubblico organizzato e vissuto.
Resta poi una questione che per l’Osservatorio ha un valore particolare: quella dello specchio d’acqua. Il nome stesso, “Parco della Cava di Muggiano”, racconta la storia e l’identità di questo luogo. Eppure oggi il lago è quasi completamente sottratto alla vista dalla vegetazione e dalle barriere presenti lungo la sponda. Abbiamo quindi nuovamente chiesto di valutare un intervento non invasivo, compatibile con la tutela naturalistica dell’area, che consenta almeno di recuperare alcuni affacci e restituire profondità, luce e riconoscibilità al paesaggio.
Non chiediamo di trasformare la natura in un giardino artificiale. Chiediamo esattamente il contrario: che il parco torni a mostrare ciò che lo rende unico. La cava e il suo specchio d’acqua non sono elementi marginali, ma parte della memoria territoriale di Muggiano e della bellezza che questo quartiere conserva, troppo spesso nascosta o dimenticata.
Ora settembre è alle porte e con esso si avvicina la scadenza indicata dall’Amministrazione per la conclusione degli interventi annunciati. L’Osservatorio continuerà quindi a seguirne l’effettiva realizzazione, verificando non soltanto il rinnovo delle attrezzature promesse, ma anche quale seguito verrà dato alle ulteriori richieste avanzate sulla segnaletica, sui pannelli informativi e sulla possibilità di recuperare almeno parzialmente la vista del lago.
Perché riqualificare il Parco della Cava non significa semplicemente sostituire ciò che è rotto. Significa riconsegnare a Muggiano uno dei suoi luoghi più preziosi e permettere a chi vi abita di riconoscersi nuovamente nel proprio territorio.






