Ci sono situazioni urbane che degradano lentamente, quasi in silenzio, fino a diventare parte del paesaggio quotidiano. E ci sono momenti in cui il problema non è più soltanto il degrado in sé, ma l’impressione che nessuno avverta davvero l’urgenza di intervenire.
La situazione presente in via Mosca n. 156, nel quartiere di Muggiano, appartiene ormai a questa categoria.
Da settimane l’Osservatorio di Muggiano sta segnalando agli uffici competenti una criticità evidente e documentata: un’area privata in stato di abbandono, con vegetazione infestante cresciuta senza controllo, recinzioni deteriorate e progressiva invasione dello spazio pubblico.
Le fotografie parlano da sole.
Il marciapiede risulta sempre più compromesso nel suo utilizzo ordinario; la vegetazione ha ormai superato il perimetro della proprietà riversandosi sull’area pubblica; la recinzione appare visibilmente deteriorata, con concreti timori di cedimento.
Ma ciò che più preoccupa i residenti è il progressivo deterioramento delle condizioni igienico-sanitarie della zona. L’assenza protratta di manutenzione e lo stato di incuria stanno infatti favorendo la proliferazione di ratti nelle abitazioni limitrofe, generando una situazione che non può più essere liquidata come semplice questione di decoro urbano.
Per questa ragione l’Osservatorio ha provveduto, sin dal mese di marzo, a formalizzare ripetute segnalazioni al Comune di Milano, al Municipio 7 e alla Polizia Locale di Milano, evidenziando i profili di rischio per la sicurezza pubblica e per l’igiene urbana.
Il 21 marzo è stata inviata una prima segnalazione formale con richiesta di verifica e intervento nei confronti della proprietà. Il 25 marzo il Municipio 7 ha indirizzato la questione agli uffici competenti della Direzione Ambiente. Il 7 aprile è stato comunicato che la pratica era stata “presa in carico”, richiedendo integrazione fotografica immediatamente trasmessa dall’Osservatorio.
Da allora, tuttavia, lo stato dei luoghi risulta ulteriormente peggiorato.
Ed è qui che emerge una riflessione più ampia, che riguarda non soltanto via Mosca ma il rapporto tra istituzioni e periferie.
Una città non si misura esclusivamente dalla qualità dei propri progetti strategici o dalla capacità di attrarre investimenti. Si misura anche dalla velocità con cui reagisce ai problemi concreti e quotidiani dei quartieri meno visibili.
Perché il degrado urbano raramente nasce da grandi omissioni improvvise. Più spesso prende forma attraverso piccole inerzie ripetute: segnalazioni che restano sospese, verifiche rinviate, situazioni considerate secondarie finché non diventano croniche.
Ed è proprio questa normalizzazione dell’irrisolto a produrre la distanza più pericolosa: quella tra cittadini e istituzioni.
L’Osservatorio di Muggiano continuerà a documentare con precisione tali criticità non per alimentare sterile polemica, ma perché riteniamo che sicurezza urbana, igiene pubblica e qualità dello spazio comune non possano dipendere dalla maggiore o minore centralità geografica di un quartiere.
Anche la periferia merita attenzione prima che i problemi diventino emergenze.




