Parco della Cava di Muggiano: biodiversità sì, abbandono no

Muggiano, la periferia dimenticata dietro la retorica della “Milano verde”

Gli arredi del parco hanno 35 anni: sono ancora sicuri e utilizzabili?

L’Osservatorio di Muggiano torna a occuparsi dello stato del Parco della Cava di Muggiano, uno degli spazi verdi più importanti del quartiere, ma oggi purtroppo ancora poco fruibile e segnato da evidenti criticità.

A seguito della nostra precedente segnalazione sullo stato di abbandono dell’area, la Direzione Verde e Ambiente del Comune di Milano ha comunicato che nel quartiere Muggiano sono in corso attività di manutenzione e che, per quanto riguarda il Parco della Cava, gli interventi di sfalcio ordinario sono stati eseguiti nei giorni 27 e 28 maggio, restando da completare soltanto alcune rifiniture con decespugliatore.

Nella risposta ricevuta viene inoltre ricordato che alcune aree del parco sono gestite con sfalcio differenziato, cioè con taglio ridotto dell’erba, scelta finalizzata alla tutela della biodiversità e alla conservazione degli habitat naturali. Viene anche riferito che il parco è stato oggetto di attività di campionamento, rilievo e monitoraggio floristico da parte del Museo Civico di Storia Naturale di Milano.

Tutto giusto. Anzi, benissimo.

La tutela della biodiversità è un valore importante e nessuno intende metterlo in discussione. Un parco non deve necessariamente assomigliare a un prato all’inglese, né ogni spazio verde deve essere ridotto a superficie rasata e addomesticata. La natura ha bisogno dei suoi tempi, dei suoi equilibri, delle sue zone meno antropizzate.

Ma qui il punto è un altro.

Il problema non è soltanto l’erba alta. Il problema è che una parte significativa degli arredi presenti nel parco appare in condizioni di degrado molto avanzato. Tavoli, panche, sedute e strutture in legno risultano fortemente ammalorati, con assi marce, elementi spezzati, superfici sconnesse, muschio diffuso, parti instabili e segni evidenti di incuria.

Parliamo di arredi che, secondo quanto risulta, risalgono a circa 35 anni fa.

La domanda, allora, è semplice e crediamo legittima: questi arredi sono ancora considerati utilizzabili in sicurezza dagli utenti del parco?

Guardando le immagini, la questione non sembra riguardare soltanto il decoro urbano. Non si tratta semplicemente di panchine “vecchie” o di tavoli dall’aspetto vissuto. Alcune strutture appaiono talmente deteriorate da sollevare dubbi concreti sulla loro idoneità all’uso da parte di famiglie, bambini, anziani e cittadini che vorrebbero semplicemente vivere il parco.

Un’area verde pubblica non può essere considerata davvero fruibile se gli spazi di sosta, le sedute e le strutture presenti sono lasciati in condizioni tali da scoraggiarne l’utilizzo. La biodiversità non può diventare una formula buona per coprire qualsiasi forma di abbandono. Lo sfalcio differenziato riguarda la gestione naturalistica del verde; la sicurezza degli arredi è un tema diverso, autonomo e non eludibile.

Per questo L’Osservatorio di Muggiano ha ritenuto opportuno rispondere all’Amministrazione chiedendo espressamente se gli arredi oggi presenti nel Parco della Cava siano ritenuti idonei all’utilizzo pubblico.

Abbiamo inoltre chiesto di sapere se sia prevista una verifica tecnica sul loro stato di conservazione, se siano programmati interventi di rimozione, ripristino o sostituzione delle strutture ammalorate e quali siano le tempistiche previste per restituire al quartiere uno spazio realmente sicuro, accessibile e vivibile.

Il Parco della Cava di Muggiano potrebbe essere una risorsa preziosa per il quartiere. Potrebbe essere un luogo di incontro, passeggiata, sosta, socialità e contatto con la natura. Ma perché questo accada non basta dire che la manutenzione è “in corso”. Occorre guardare concretamente lo stato dei luoghi.

E le immagini parlano con chiarezza.

L’Osservatorio di Muggiano continuerà a seguire la vicenda e a informare i cittadini sugli sviluppi, nella convinzione che il verde pubblico non sia un tema marginale, ma una parte essenziale della qualità della vita del quartiere.

La biodiversità va tutelata.
La sicurezza anche.
E Muggiano merita entrambe.

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