L’Osservatorio porta il tema della sicurezza all’attenzione del Prefetto di Milano: non più soltanto controlli periodici, ma una presenza stabile delle Forze dell’ordine nel quadrante Olmi-Muggiano.
Tra le numerose interlocuzioni avviate dall’Osservatorio di Muggiano sui temi che riguardano il quartiere, mancava ancora un capitolo fondamentale: quello della sicurezza e del presidio del territorio. Una questione che non può essere affrontata soltanto attraverso interventi occasionali, perché Muggiano presenta caratteristiche urbanistiche e geografiche del tutto particolari rispetto ad altri quartieri cittadini. Il territorio si configura infatti come un avamposto della periferia occidentale di Milano, separato dal continuum urbano dalla Tangenziale Ovest, con collegamenti limitati verso Cesano Boscone e un ulteriore accesso attraverso via Assiano, strada periurbana immersa nelle aree agricole e difficilmente presidiabile. Una conformazione che determina una vulnerabilità oggettiva sotto il profilo del controllo del territorio e che, negli anni, non è stata superata dai servizi mobili e dai passaggi periodici delle Forze dell’ordine. Proprio per questo l’Osservatorio ha deciso di rivolgersi al Prefetto di Milano chiedendo che venga valutata l’istituzione di un presidio stabile delle Forze dell’ordine nell’area Olmi-Muggiano.
La richiesta non nasce da una generica percezione di insicurezza, ma da elementi concreti. La documentazione amministrativa raccolta dall’Osservatorio dimostra infatti la presenza, già dai primi anni Duemila, di situazioni di abusivismo edilizio e insediativo in via Muggiano e nelle aree immediatamente successive al ponte della Tangenziale Ovest, oggetto di ripetuti provvedimenti comunali di demolizione. In alcuni casi, a distanza di anni dai primi ordini repressivi, sono state accertate ulteriori opere abusive, segno di una criticità persistente e della difficoltà nel conseguire un effettivo ripristino della legalità territoriale.
A questo quadro si aggiungono recenti fatti di cronaca giudiziaria che hanno interessato direttamente Muggiano e che hanno visto individuare nell’area anche basi operative riconducibili a soggetti coinvolti in attività criminali, tra cui reati predatori, ricettazione e riciclaggio. L’Osservatorio tiene a sottolineare che fenomeni diversi non devono essere confusi né sovrapposti, ma ritiene necessario considerare nel loro insieme le condizioni di fragilità di un territorio isolato, scarsamente presidiato e caratterizzato dalla presenza di situazioni irregolari protrattesi nel tempo.
Il punto centrale della richiesta è quindi semplice: i controlli straordinari sono utili, ma non bastano. Una presenza discontinua può rispondere a singoli episodi, mentre un presidio stabile garantirebbe continuità, conoscenza del territorio, funzione preventiva e dissuasiva e maggiore prossimità alla popolazione. Nell’area degli Olmi, peraltro, risultava presente in passato un presidio della Polizia di Stato, circostanza che rende ancora più ragionevole una riflessione sul ripristino di una presenza istituzionale stabile nel quadrante.
La questione assume oggi ulteriore rilevanza alla luce del prolungamento della linea M1 e della futura stazione Olmi, destinata a modificare profondamente accessibilità, mobilità e flussi nell’intera area. Per l’Osservatorio è quindi necessario affrontare il tema della sicurezza prima che le nuove dinamiche territoriali siano consolidate, accompagnando la trasformazione infrastrutturale con una parallela programmazione del presidio e del controllo.
La richiesta sarà trasmessa alla Prefettura di Milano, con il coinvolgimento della Questura, del Comune e del Municipio 7, affinché la situazione del quadrante Olmi-Muggiano possa essere valutata anche nell’ambito del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Muggiano non chiede interventi episodici. Chiede una presenza stabile dello Stato, proporzionata alle caratteristiche e alle fragilità del proprio territorio.





