A Muggiano, oggi, non c’è un medico di medicina generale.
Non è una forzatura retorica, ma un dato di fatto: con il recente pensionamento degli ultimi professionisti operanti nel quartiere, circa 3.000 residenti sono costretti a rivolgersi ad altri territori per accedere a un servizio sanitario essenziale.
Il problema non riguarda singole scelte professionali, né la buona volontà dei medici. Riguarda piuttosto l’accesso reale alla sanità di prossimità, un principio che negli ultimi anni è diventato centrale nelle politiche pubbliche, soprattutto dopo la pandemia, ma che qui mostra tutta la sua fragilità.
A seguito di una segnalazione formale, l’Assessorato al Welfare e Salute del Comune di Milano ha riconosciuto la criticità, sottolineando un passaggio tutt’altro che secondario: il rischio che una valutazione per ambiti territoriali troppo ampi restituisca una copertura solo formale, incapace di cogliere le carenze a livello sub-territoriale. In altre parole, i dati possono dire che un’area è “coperta”, mentre nella realtà quotidiana i cittadini restano senza servizi.
È una distinzione cruciale. Perché tra copertura teorica e accesso effettivo si gioca la qualità della vita di un quartiere.
Come noto, la programmazione e la localizzazione dei medici di medicina generale rientrano nelle competenze regionali, in raccordo con le ATS. Ed è proprio per questo che l’Osservatorio ha ritenuto necessario attivare un’interlocuzione diretta con Regione Lombardia e ATS Milano, chiedendo una verifica puntuale della distribuzione reale dei presìdi sanitari, con specifico riferimento al quartiere.
Ma fermarsi al solo tema sanitario sarebbe riduttivo.
L’assenza di un medico di base a Muggiano non è un episodio isolato, né una semplice disfunzione organizzativa. È il sintomo di una fragilità più profonda, che riguarda la struttura stessa del quartiere. Muggiano è da anni bloccato da vincoli urbanistici stringenti, inserito in un contesto che ha impedito qualsiasi reale evoluzione del tessuto urbano. Lo sviluppo si è fermato oltre vent’anni fa, la densità è rimasta bassa, i servizi non si sono insediati.
Dove non c’è massa critica, i servizi faticano ad arrivare. Dove non ci sono spazi idonei, i presìdi pubblici non si localizzano. E dove un quartiere è considerato solo sulla carta, senza uno sguardo ravvicinato sulla vita reale dei suoi abitanti, la programmazione finisce per diventare astratta.
Il paradosso è evidente: si parla di sanità territoriale, di prossimità, di presa in carico delle comunità, ma poi interi quartieri restano invisibili perché non rientrano nei perimetri statistici “giusti”. Così, la città risulta formalmente servita, mentre alcune sue parti restano concretamente scoperte.
Il caso di Muggiano pone quindi una domanda che va oltre la sanità: che futuro ha un quartiere che non riesce nemmeno a garantire l’accesso a un servizio essenziale come il medico di base?
E, soprattutto, è accettabile che questa condizione sia considerata una semplice anomalia, anziché il segnale di una pianificazione che non funziona più?
L’Osservatorio non chiede scorciatoie né deroghe. Chiede che le istituzioni guardino Muggiano per quello che è: un quartiere abitato, con bisogni reali, che non può essere governato solo attraverso mappe e ambiti astratti. La sanità di prossimità non può essere un concetto teorico: deve tradursi in presìdi accessibili, presenti, raggiungibili.
Per questo abbiamo ritenuto doveroso portare la questione ai livelli istituzionali competenti, nella convinzione che affrontare oggi questa criticità significhi evitare domani una disuguaglianza ancora più profonda. Perché una città che innova davvero è una città che sa vedere anche i suoi margini. E che decide di non lasciarli soli.
L’Osservatorio ha formalmente richiesto a Regione Lombardia e ad ATS Milano una verifica puntuale della situazione. Pubblicheremo gli esiti non appena disponibili.
FAQ: Sanità e Servizi a Muggiano
Qual è il principale problema della sanità nel quartiere Muggiano?
Il problema principale non è l’assenza burocratica di copertura, ma la distanza fisica dai servizi. Sebbene Muggiano sia formalmente inserito in ambiti sanitari definiti, la mancanza di medici di base, pediatri e di una farmacia locale costringe i residenti (soprattutto anziani e famiglie) a spostamenti complessi verso altri quartieri, rendendo la “sanità di prossimità” solo teorica.
Cosa si intende per “copertura formale” dei servizi sanitari?
La copertura formale si verifica quando le istituzioni considerano un quartiere servito perché rientra nel raggio d’azione di un distretto o di un presidio sanitario, anche se questo si trova a chilometri di distanza. Per Muggiano, questo significa risultare “coperti” sulla carta, ma vivere una realtà di isolamento pratico dai servizi essenziali di cura.
Muggiano rispetta i criteri della “Città dei 15 minuti” per la salute?
Allo stato attuale, no. Il modello della città dei 15 minuti prevede che i servizi essenziali, inclusa la salute, siano raggiungibili a piedi o in bici in breve tempo. A Muggiano, l’assenza di presidi sanitari territoriali e la fragilità dei collegamenti rendono l’accesso alle cure un processo che richiede molto più tempo e l’utilizzo quasi obbligato dell’auto.
Qual è l’impatto della mancanza di una farmacia a Muggiano?
L’assenza di una farmacia non è solo un disagio logistico, ma un segnale di fragilità sociale. Una farmacia funge spesso da primo presidio sanitario e punto di orientamento per i cittadini. La sua mancanza a Muggiano aggrava l’isolamento dei soggetti più fragili, come i grandi anziani o chi ha mobilità ridotta, che non possono accedere autonomamente nemmeno ai farmaci di base.
Cosa chiede l’Osservatorio per migliorare la sanità nel quartiere?
L’Osservatorio chiede che la programmazione urbana e sanitaria parta dai bisogni reali del territorio e non solo dai numeri astratti. Le richieste includono l’attivazione di ambulatori di prossimità, il potenziamento dei servizi domiciliari e una valutazione politica che riconosca a Muggiano il diritto a standard di servizio pari al resto della città di Milano.





