La vicenda degli abusi edilizi presenti nell’area di via Muggiano torna al centro dell’attenzione dopo le nuove iniziative assunte da L’Osservatorio di Muggiano e i riscontri ricevuti sullo stato delle ordinanze di demolizione emesse dal Comune di Milano nel corso degli anni. Una questione che non riguarda soltanto il rispetto delle norme urbanistiche, ma investe direttamente il tema dell’effettività dell’azione amministrativa, soprattutto quando provvedimenti formalmente adottati restano ineseguiti per periodi tanto lunghi da consentire alle situazioni originariamente contestate di permanere e, in alcuni casi, apparentemente evolversi ulteriormente.
Gli atti in possesso dell’Osservatorio documentano infatti almeno quattro distinti procedimenti relativi ad opere abusive realizzate nell’area di via Muggiano, con provvedimenti adottati tra il 2003 e il 2013. Si tratta di ordinanze che, già all’epoca, prevedevano la demolizione delle opere entro novanta giorni e, in caso di inottemperanza, l’acquisizione gratuita degli immobili e delle relative aree al patrimonio comunale.
A distanza di oltre vent’anni dai primi provvedimenti, il dato che emerge appare tuttavia particolarmente preoccupante: secondo quanto comunicato all’Osservatorio, le ordinanze sarebbero rimaste sostanzialmente inevase per tutti questi anni.
Nel riscontro ricevuto viene infatti riconosciuto espressamente che il problema «non va preso sotto gamba come avvenuto finora» e che, secondo quanto già appreso dall’Ufficio Demolizioni, gli ordini impartiti non avrebbero trovato concreta attuazione. Non risultano, allo stato delle informazioni disponibili, neppure interventi conseguenti rispetto agli allacciamenti e alle utenze presenti negli insediamenti.
Il quadro assume un rilievo ancora maggiore alla luce di quanto l’Osservatorio continua a documentare sul territorio. Nell’insediamento situato oltre il ponte della Tangenziale Ovest, oggetto già in passato di accertamenti e ordinanze, sono infatti visibili opere che appaiono essersi ulteriormente sviluppate nel tempo, sino alla recente realizzazione di nuove strutture e di una copertura. Proprio uno dei provvedimenti comunali del 2013 attestava del resto che, durante un sopralluogo effettuato il 3 settembre di quell’anno, erano già state riscontrate ulteriori opere abusive rispetto a quelle precedentemente contestate.
Il punto, dunque, non è più soltanto comprendere se gli abusi siano stati accertati. Gli accertamenti esistono e risalgono a molti anni fa. La questione oggi è stabilire cosa sia accaduto dopo.
Per questa ragione L’Osservatorio di Muggiano ha presentato al Comune di Milano una articolata istanza di accesso civico generalizzato ai sensi dell’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 33/2013, chiedendo di ricostruire documentalmente il seguito amministrativo dato alle ordinanze emesse nel 2003, nel 2004 e nel 2013.
La richiesta riguarda, in particolare, i verbali di sopralluogo successivi alle ordinanze, gli eventuali accertamenti di inottemperanza, i provvedimenti di acquisizione gratuita al patrimonio comunale, le eventuali trascrizioni nei registri immobiliari, gli atti di immissione nel possesso, le determinazioni relative alle demolizioni d’ufficio, eventuali stanziamenti o impegni di spesa, nonché ogni atto di sospensione, differimento o archiviazione intervenuto nel corso degli anni.
È stato inoltre chiesto al Comune di indicare espressamente lo stato attuale di ciascun procedimento e di trasmettere, per ogni fascicolo, l’ultimo atto cronologicamente presente, così da comprendere sino a quale momento l’Amministrazione abbia effettivamente proseguito la propria attività.
Particolare attenzione è stata riservata al procedimento relativo al foglio 455, particella 211, per il quale gli stessi atti comunali richiamano una diffida a demolire del 2004, una domanda di condono successivamente respinta nel 2005 e un nuovo sopralluogo del 2013 che avrebbe accertato ulteriori interventi abusivi. L’Osservatorio ha quindi chiesto di conoscere che cosa sia avvenuto amministrativamente negli otto anni intercorsi tra il diniego del condono e quel nuovo sopralluogo e, soprattutto, quali atti siano stati adottati dal 2013 sino ad oggi.
È stata richiesta anche la documentazione relativa all’eventuale inserimento delle posizioni di Muggiano nell’Accordo Quadro comunale destinato alla demolizione d’ufficio di opere abusive, alla demolizione di immobili abbandonati e degradati e agli interventi sostitutivi di messa in sicurezza, con l’obiettivo di comprendere se per questi insediamenti esistano oggi una priorità operativa e una concreta programmazione degli interventi.
Sul piano politico-istituzionale qualcosa sembra finalmente muoversi. È stata infatti presentata un’interpellanza e ci è stato comunicato che, qualora gli approfondimenti non producano risultati sufficienti, potrà seguire anche un’interrogazione. È stata inoltre richiamata una mozione attraverso la quale si auspica di accelerare il procedimento necessario per consentire al Comune di intervenire direttamente.
Resta però una domanda inevitabile: come è possibile che provvedimenti così risalenti, adottati proprio per ripristinare la legalità urbanistica, possano restare senza esecuzione per decenni?
Un’ordinanza di demolizione non può trasformarsi in un documento destinato semplicemente a rimanere all’interno di un fascicolo. Se l’Amministrazione accerta un abuso, ordina la demolizione e prevede conseguenze precise in caso di inottemperanza, l’interesse pubblico richiede che quel procedimento abbia poi un seguito concreto, verificabile e trasparente.
Il tema assume una valenza ancora più significativa in una periferia come Muggiano. Il rispetto delle regole non può dipendere dalla centralità geografica di un quartiere né dalla sua capacità di attirare attenzione politica o mediatica. La legalità amministrativa deve avere la stessa forza in centro città e ai suoi confini.
Con l’accesso agli atti appena presentato intendiamo quindi ricostruire, documento dopo documento, ciò che è accaduto in questi vent’anni e ciò che, eventualmente, non è accaduto.
Non si tratta di anticipare giudizi né di individuare responsabilità prima di conoscere integralmente i fascicoli. Si tratta, molto più semplicemente, di pretendere una risposta ad una domanda che riguarda tutta la comunità: dopo aver accertato gli abusi e ordinato le demolizioni, che cosa ha fatto concretamente il Comune di Milano?
L’Osservatorio di Muggiano continuerà a seguire la vicenda e informerà i cittadini sugli atti che verranno trasmessi dall’Amministrazione e sugli sviluppi dell’iniziativa istituzionale già avviata. Perché dopo oltre vent’anni, più ancora di nuove promesse, servono finalmente atti, tempi e responsabilità amministrative chiaramente ricostruibili.





