Muggiano e la città dei 15 minuti: tra aspirazione e realtà

Muggiano e la città dei 15 minuti: tra aspirazione e realtà

Negli ultimi anni l’espressione città dei 15 minuti è diventata una sorta di bussola del discorso urbano contemporaneo. Evoca una città più giusta, accessibile, misurata sui tempi delle persone. Ma come ogni paradigma, anche questo rischia di perdere significato se non viene messo alla prova dei luoghi reali.

Applicarlo a Muggiano significa uscire dalla retorica e interrogarsi su una domanda semplice: quanto della vita quotidiana può davvero svolgersi qui, senza dover “andare altrove”?

Muggiano ha caratteristiche che, almeno in apparenza, sembrerebbero favorevoli. La presenza di ampie aree verdi, una dimensione urbana non compressa, una comunità che conserva ancora tratti di riconoscibilità. Eppure, quando si passa dall’immagine alla sostanza, emergono limiti che non possono essere ignorati.

Il tema dell’istruzione è emblematico. A Muggiano esistono una scuola dell’infanzia e una scuola primaria con una sola sezione. Nulla di più. Questo dato, spesso trattato con eccessiva leggerezza, segna in realtà un confine netto: già nei primi anni di vita scolastica la prossimità si interrompe e la quotidianità delle famiglie viene organizzata fuori dal quartiere. Non è una questione numerica, ma strutturale.

Lo stesso accade sul versante sanitario. L’assenza di presidi territoriali adeguati rende evidente come il quartiere non sia in grado di offrire una risposta locale ai bisogni di cura, soprattutto per anziani e persone fragili. Anche qui, il tempo reale – quello vissuto, non quello stimato su una mappa – supera rapidamente i quindici minuti evocati dal modello.

Il verde, pur straordinario, non è sufficiente a compensare queste mancanze. È un valore importante, ma rischia di diventare un elemento consolatorio se non è accompagnato da servizi, funzioni, luoghi di relazione e di presa in carico. Una città di prossimità non è solo un luogo gradevole in cui abitare, ma uno spazio in cui sia possibile costruire autonomia.

In questo senso, Muggiano appare oggi più come un quartiere residenziale dipendente dal resto della città che come un ambito urbano autosufficiente. La mobilità svolge un ruolo essenziale di collegamento, ma non può sostituire ciò che manca sul piano locale. Il risultato è una quotidianità frammentata, fatta di spostamenti obbligati e di una prossimità che resta, in larga parte, teorica.

Eppure, proprio per queste ragioni, il confronto con il modello della città dei 15 minuti può diventare utile. Non come etichetta da rivendicare, ma come strumento critico per leggere le carenze e orientare le scelte future. Muggiano, per la sua scala e per la sua identità, potrebbe rappresentare un contesto ideale per sperimentare politiche di prossimità reali, fondate su servizi essenziali, spazi civici e una maggiore integrazione tra verde e funzioni urbane.

Riconoscere che oggi Muggiano non è una città dei 15 minuti non significa esprimere un giudizio negativo. Significa, al contrario, assumere uno sguardo maturo sul quartiere e sulle sue potenzialità. Solo a partire da una lettura onesta della realtà è possibile avviare un dialogo credibile con le istituzioni e immaginare un’evoluzione che non sia solo nominale, ma sostanziale.

La città dei 15 minuti, qui, non è un traguardo già raggiunto. È una domanda aperta. Ed è forse da questa domanda, più che dalle risposte preconfezionate, che può nascere una progettualità condivisa.

FAQ: Muggiano e la Città dei 15 Minuti

Cosa si intende per “Città dei 15 minuti” nel contesto di Muggiano?

Il modello della città dei 15 minuti prevede che ogni cittadino possa accedere ai servizi essenziali (spesa, salute, istruzione, svago) con uno spostamento massimo di un quarto d’ora a piedi o in bicicletta. Per Muggiano, oggi questo concetto rappresenta più un’aspirazione che una realtà, poiché il quartiere soffre di una forte dipendenza verso l’esterno per molte necessità quotidiane.

Quali sono le principali carenze nei servizi educativi a Muggiano?

Attualmente a Muggiano la prossimità scolastica è limitata: sono presenti solo una scuola dell’infanzia e una primaria con una singola sezione. Questo costringe le famiglie a organizzare la vita scolastica dei figli fuori dal quartiere già dai primi anni, frammentando la quotidianità e aumentando la necessità di spostamenti in auto.

Perché il verde pubblico di Muggiano non basta a renderlo un quartiere di prossimità?

Sebbene Muggiano goda di ampie aree verdi, il verde da solo non garantisce l’autonomia urbana. Senza servizi di cura, luoghi di socialità e presidi sanitari, il verde rischia di restare un elemento “consolatorio” anziché il fulcro di una rete urbana funzionale e vissuta.

Come influisce l’assenza di presidi sanitari sulla vita nel quartiere?

La mancanza di medici di base, farmacie o centri specialistici locali impedisce una reale risposta ai bisogni di cura, specialmente per la popolazione anziana e fragile. Questo allontana Muggiano dal modello della città dei 15 minuti, rendendo la salute un servizio “a distanza”.

Qual è l’obiettivo dell’Osservatorio nel sollevare il tema della città dei 15 minuti?

L’obiettivo non è promuovere o criticare il modello, ma usarlo come strumento critico per evidenziare le fragilità strutturali di Muggiano. L’osservatorio chiede che il quartiere diventi un laboratorio per sperimentare politiche di prossimità reali, passando dalle etichette astratte a una progettualità che porti servizi concreti dove le persone vivono.

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