Muggiano: la periferia di valore dimenticata dal Comune

Muggiano: la periferia di valore dimenticata dal Comune

Esiste una distanza sempre più evidente tra la Milano raccontata nei documenti strategici del Comune e la Milano che molti cittadini delle periferie vivono quotidianamente.
Muggiano è una delle prove più evidenti di questa frattura.

Da anni Palazzo Marino costruisce una narrazione pubblica fondata sulla rigenerazione urbana, sulla centralità delle periferie, sulla qualità dello spazio pubblico e sulla sostenibilità ambientale. Il Piano di Governo del Territorio parla esplicitamente di “periferie al centro”, di recupero degli spazi degradati, di valorizzazione dei quartieri e di rigenerazione ambientale diffusa. Nei documenti ufficiali si afferma che gli interventi urbani debbano contrastare il degrado della città esistente, promuovere qualità urbana e rafforzare la presenza dei servizi nei territori più fragili.

Sono principi condivisibili.
Il problema è che a Muggiano sembrano non essersi mai tradotti in realtà.

Basta osservare le cartografie e gli schemi strategici allegati al PGT per cogliere immediatamente una verità difficile da ignorare: mentre vaste porzioni della città vengono inserite negli “Ambiti di Rinnovamento Urbano”, nelle aree di “Rigenerazione Ambientale” e nei principali dispositivi di trasformazione urbana, Muggiano appare sostanzialmente ai margini della programmazione strategica cittadina.

È una marginalità che non nasce oggi.
È il risultato di decenni di progressiva assenza amministrativa.

Nel frattempo il quartiere continua a convivere con una percezione crescente di isolamento urbano, carenza di investimenti strutturali e impoverimento della qualità dello spazio pubblico. Il caso del Parco della Cava di Muggiano rappresenta forse l’emblema più evidente di questa situazione.

Sulla carta il parco continua a essere descritto come uno spazio attrezzato, integrato nel sistema del Parco Agricolo Sud Milano, dotato di percorsi, strutture ludico-ricreative e aree per la cittadinanza.
Nella realtà quotidiana, invece, ciò che i cittadini incontrano è un luogo progressivamente lasciato all’incuria: vegetazione incontrollata, percorsi compromessi, arredi degradati, strutture deteriorate e assenza evidente di manutenzione continuativa.

Ed è proprio qui che emerge la contraddizione più profonda.

Mentre il Comune continua a parlare di qualità urbana, sostenibilità, verde pubblico e rigenerazione delle periferie, interi territori come Muggiano sembrano essere usciti dal perimetro delle priorità reali della città.

Nei documenti comunali si legge che il contrasto al degrado urbano rappresenta un obiettivo strategico dell’amministrazione e che sono stati avviati censimenti e mappature per individuare edifici e aree in stato di abbandono al fine di promuoverne il recupero.
Si parla di “riqualificazione diffusa della città esistente”, di miglioramento degli spazi pubblici e di interventi destinati a restituire qualità urbana ai territori più fragili.

Ma a Muggiano il tempo sembra essersi fermato.

Il quartiere continua a percepirsi come una periferia distante non solo dal centro geografico della città, ma soprattutto dalla sua attenzione politica e amministrativa. Ed è forse questo il punto più grave. Perché il degrado materiale, da solo, può sempre essere recuperato. Più difficile da ricostruire è invece il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni quando interi territori maturano la sensazione di essere stati dimenticati.

Il rischio, oggi, è che esistano due Milano profondamente diverse.
Una Milano che investe, comunica, rigenera e si racconta come modello europeo di sostenibilità urbana.
E un’altra Milano periferica dove le promesse di rigenerazione rimangono sospese nei documenti programmatici senza tradursi in manutenzione ordinaria, cura dello spazio pubblico e presenza concreta delle istituzioni.

Muggiano non è fuori dal centro soltanto sulla carta geografica.
È fuori, ormai da troppo tempo, dalle priorità concrete della città.

Ed è questo il punto che oggi non può più essere ignorato. Perché il degrado di un parco, l’assenza di manutenzione e il progressivo deterioramento dello spazio pubblico non sono semplici disfunzioni amministrative: diventano il segno visibile di una periferia che da anni percepisce di essere stata rimossa dal racconto reale della Milano che cambia.

La città che nei documenti strategici parla di rigenerazione, sostenibilità e qualità urbana dovrebbe avere il coraggio di misurarsi anche con luoghi come Muggiano. Perché è nelle periferie dimenticate — non nei rendering o negli slogan — che si misura la credibilità di qualunque politica urbana.tendono attenzione, manutenzione e dignità urbana.

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